Leila viene da Netro, nel Biellese, e il fuoristrada è già una parte importante delle sue giornate. È competitiva, metodica, ambiziosa: tre caratteristiche che porta con sé tanto in gara quanto nella preparazione. Oggi corre nel Minienduro con il Motoclub Alta Serra e ha già imparato una delle lezioni meno immediate di questo sport: qualche volta, per essere più veloci, bisogna riuscire a trattenersi.





All’inizio la moto era semplicemente una delle cose che Leila amava fare.
Prima di scegliere definitivamente le due ruote prova anche il nuoto e, soprattutto, la ginnastica ritmica. Per un periodo le due passioni convivono, finché gli allenamenti iniziano a sovrapporsi e arriva il momento di scegliere. Leila sceglie la moto.
È intorno agli otto o nove anni che qualcosa cambia. Insieme all’amica Keira si ritrova a essere una delle sole due ragazze al via in categorie composte quasi interamente da ragazzi. Il cronometro diventa presto un riferimento concreto: allenarsi, migliorare e vedere i tempi scendere le fa capire che quello che era iniziato come un gioco può diventare qualcosa di più.
Arrivano il Campionato Italiano Minienduro, il Trofeo Mario Ferrero, le gare e i primi traguardi. Ma alcune delle lezioni più importanti non arrivano dai podi.
Ci sono state gare in cui la voglia di fare troppo ha ottenuto l’effetto contrario. La foga di recuperare, spingere o cercare qualcosa in più ha finito per penalizzare il risultato.
È lì che Leila ha iniziato a capire che velocità e lucidità devono andare insieme.
Il percorso le ha chiesto anche di confrontarsi con la paura: finora nessun infortunio grave, ma un incidente al braccio e lo spavento che ne è seguito sono stati sufficienti per ricordarle che sulla moto il limite va conosciuto, non ignorato.
Oggi questa attenzione si vede già molto prima della partenza. Stivali, casco, guanti, maschera, pettorina: tutto deve essere esattamente come vuole lei. Prima di ogni prova controlla insieme al padre anche la posizione delle leve al manubrio.
Poi, nei lunghi viaggi verso i campi gara, cambia registro.
Leila si mette sui sedili posteriori dell’auto, legge, studia o ascolta musica. È il suo modo per costruire una piccola bolla e lasciare fuori, almeno per qualche ora, la tensione della gara.
E quando arriva un tratto difficile, il dialogo diventa interiore:
“Siamo arrivati fin qui, abbiamo lavorato tanto e hai tutte le carte in regola per far bene indipendentemente dal risultato.”
In gara Leila passa molto tempo in movimento, tra trasferimenti, speciali e continui cambi di posizione sulla moto. Sotto la pettorina, soprattutto nelle giornate più calde, una maglia che trattiene troppo il sudore o che si muove sul corpo diventa presto qualcosa a cui pensare.
Con KN-IT ha trovato soprattutto questo: una base che rimane stabile, segue i movimenti e le permette di concentrarsi su quello che conta davvero.
“La cosa che noto di più è che dopo un po’ mi dimentico di averla addosso. Prima, quando iniziavo a sudare, sentivo la maglia bagnata sotto la pettorina e mi dava fastidio. Con KN-IT riesco a pensare solo alla gara.”
La prossima stagione porterà Leila fuori dal Minienduro, verso il Campionato Regionale Piemonte e il circuito Under 23.
Cambieranno categoria, moto, avversari e probabilmente anche il modo di affrontare le gare. Ma il passaggio più importante che vuole fare non riguarda soltanto il cronometro.
Vuole arrivare a vivere ogni speciale come una verifica di quello che ha costruito in allenamento. Un po’ come un compito in classe dopo aver studiato a lungo: ti prepari, fai tutto quello che puoi e poi scopri cosa sei capace di fare.
Forse è proprio questo che la moto le sta insegnando.
Che essere competitivi non significa dover dimostrare qualcosa ogni volta. Che si può voler andare forte senza perdere lucidità. E che il risultato conta, ma arriva dopo tutto il lavoro fatto per essere pronti quando si abbassa la visiera.
Perché qualche volta crescere significa anche imparare a non strafare.
La KN-IT Crew è aperta ad atleti, guide, professionisti outdoor, appassionati e clienti che condividono il nostro modo di vivere il movimento.
Non contano soltanto risultati, follower o chilometri percorsi. Cerchiamo persone autentiche, curiose e disposte a mettere realmente alla prova i nostri prodotti e a condividere la propria esperienza.
Che il tuo terreno sia una parete, un sentiero, una strada, una pista, l’acqua o semplicemente la città, quello che ci interessa è come scegli di viverlo.