Per Davide non è soltanto un modo di dire. “Step by step” è una frase tatuata sul tendine d’Achille e racconta bene il suo modo di affrontare lo sport: un passo alla volta, senza inseguire necessariamente il cronometro, ma cercando di arrivare fino in fondo e capire ogni volta qualcosa in più sui propri limiti.




Per quasi tutta la sua vita sportiva Davide ha avuto intorno una squadra.
Trent’anni di calcio gli hanno lasciato il senso dello spogliatoio, il rispetto per chi gioca accanto a te e l’idea che lo sport abbia valore anche per quello che riesce a creare tra le persone.
È una dimensione che ritrova anche fuori dal campo.
Davide lavora in un centro diurno con persone con disabilità, dove utilizza l’attività motoria come strumento di autonomia e benessere. Sci, calcio a 5, attività quotidiane: lo sport diventa un modo per accompagnare le persone e creare occasioni che altrimenti forse non avrebbero.
Lo stesso percorso lo ha portato fino ai Mondiali Special Olympics di Los Angeles nel 2015, alla guida di due squadre di calcio, e all’incontro con Papa Francesco.
Poi, a 42 anni, il calcio giocato finisce. E quasi subito comincia qualcosa di completamente diverso.
Nell’aprile del 2025, su consiglio di una collega, Davide si avvicina all’atletica e al trail running e si tessera con Vetta Running.
Passano appena pochi mesi prima della prima gara.
A luglio arriva La Thuile. Nello stesso mese decide di affrontare anche la Monte Mars Sky Marathon: circa 42 chilometri e oltre 3.000 metri di dislivello positivo.
Non esattamente un ingresso graduale nel mondo del trail.
Caldo, crampi, fatica e chilometri che sembrano non finire. Davide continua ad andare avanti, gestendo alimentazione ed energie fino al traguardo.
È probabilmente lì che quello “Step by step” smette di essere soltanto una frase. Da allora la preparazione è diventata più strutturata.
Corsa, uscite in bicicletta e mountain bike durante l’estate, tre sessioni di palestra ogni settimana. E un oggetto che prima di ogni uscita deve essere necessariamente pronto: l’orologio GPS.
Quota, ritmo, percorso. Davide vuole sapere dove si trova e come sta procedendo.
Ma quando parte per una gara lunga, il dato rimane uno strumento. Non è il motivo per cui corre.
La posizione in classifica interessa meno della possibilità di arrivare fino in fondo, scoprire cosa succede quando la fatica aumenta e capire dove può spingersi la volta successiva.
Quando i chilometri aumentano, anche un piccolo fastidio può diventare enorme.
Sudore, sfregamenti, continui cambi di temperatura e ore passate in movimento rendono quello che si indossa una parte importante della gestione della gara.
Con KN-IT, Davide cerca soprattutto una cosa: poter partire sapendo di avere addosso qualcosa che seguirà il corpo senza diventare una distrazione dopo ore sui sentieri.
“Nelle gare lunghe tutto si amplifica. Una cosa che dopo dieci chilometri sembra insignificante, dopo cinquanta può diventare un problema. Con KN-IT mi piace proprio questo: la metto, parto e poi non ci penso più. Posso concentrarmi sul percorso e sul passo successivo.”
Un approccio perfettamente coerente con il suo modo di correre: togliere tutto ciò che non serve e concentrarsi su quello che viene dopo. Un passo alla volta.
Per Davide lo sport non è mai stato soltanto una questione individuale.
Lo ha imparato in trent’anni di calcio. Lo vede ogni giorno nel lavoro con persone con disabilità. E continua a ritrovarlo anche adesso che, per molti chilometri, sul sentiero può esserci soltanto lui.
La corsa gli ha cambiato il terreno sotto i piedi, non il modo di guardare allo sport.
Oggi le sfide si chiamano Ultra Trail del Lago d’Orta, 60 chilometri e 3.600 metri di dislivello positivo. E, un giorno, Tor des Géants.
Ma la logica rimane la stessa.
Non pensare subito a quanto manca alla fine. Non farsi schiacciare dalla distanza. Affrontare quello che c’è davanti e poi quello che verrà dopo.
Forse è questo che Davide porta con sé anche fuori dai sentieri: non serve vedere subito il traguardo per sapere che vale la pena continuare. A volte basta sapere qual è il prossimo passo.
La KN-IT Crew è aperta ad atleti, guide, professionisti outdoor, appassionati e clienti che condividono il nostro modo di vivere il movimento.
Non contano soltanto risultati, follower o chilometri percorsi. Cerchiamo persone autentiche, curiose e disposte a mettere realmente alla prova i nostri prodotti e a condividere la propria esperienza.
Che il tuo terreno sia una parete, un sentiero, una strada, una pista, l’acqua o semplicemente la città, quello che ci interessa è come scegli di viverlo.